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Nutrire la vita

                                  Nutrire la vita - 养生 (yang sheng)

Il primo pittogramma significa prendersi cura, nutrire, il secondo significa invece dare alla luce, vivere, crescere. Quindi: prendersi cura della crescita, nutrire la vita.


Questa espressione, per noi occidentali, non ha alcun senso. Diciamo infatti: nutriamo il corpo oppure, con un linguaggio figurato, coltiviamo lo spirito, un'aspirazione, un sentimento. Gli ambiti sono sempre definiti: con il cibo nutriamo il corpo, nutriamo invece l'anima con la musica, il pensiero, l'arte, la lettura, la preghiera. Come si fa a nutrire la vita?
Il pensiero cinese fornisce una lettura diversa.


Prendersi cura della propria vita significa nutrire il proprio potenziale vitale ovvero essere in grado di ripristinare le forze man mano che si spendono, capire in anticipo se la vita che conduciamo danneggia il fisico o la psiche, cercare di rendere più acute le nostre capacità intellettuali, più elastiche e resistenti le nostre membra.
Tutto questo va fatto senza una meta, senza una finalità né espressa né sottintesa: prendere una direzione definita ci porterebbe ad avere delle aspettative, delle ansie legate alla sua realizzazione, delle angosce riguardo al suo fallimento e ci farebbe vivere nel passato o nel futuro. Questo non aiuterebbe a dare un senso alla vita, che comunque ne è priva, porterebbe invece a limitarne la potenzialità.
Non serve studiare la vita dal punto di vista della conoscenza e neppure studiare come vivere da un punto di vista morale, ciò che importa è essere in grado di dispiegare e preservare le capacità di vita di cui la Natura ci ha dotato. Essere "in forma" qui e ora, pronti a vivere ciò che la vita offre ma senza forzarla in una direzione precisa.


Non esistono eroi nella tradizione cinese, saggio è colui che lascia accadere le cose coltivando il suo potenziale, preservandosi ed aspettando il momento in cui, senza forzare, otterrà dei vantaggi.
Mettere al centro di tutto questa "vitalità organica" (F.Jullien) avulsa da ogni finalità ha senso se si tiene conto che i cinesi non avevano concepito nessuna vita immortale, nessuna possibilità di trascendenza. L'unica vita esistente è quella legata al corpo, il quale è anche l'espressione del mondo psicologico.
Come dice Zhuangzi: "nutrire la propria forma fisica non basta a mantenere la propria vitalità, è fondamentale recuperare le proprie forze nella calma della mente".

Il concetto di yang sheng è dunque molto importante perché costituisce il fondamento teorico della ricerca della longevità che si avvarrà poi dell'agopuntura, dell'erboristeria, della dietetica medica, delle pratiche respiratorie e ginniche (qigong, Taiqiquan).

 

 

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