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L'ago che cura

Articolo pubblicato sul n.34/2013 di InFormaSalute

 

Ci presenta l'agopuntura il dottor Carlo Barbieri, medico chirurgo vicentino, specializzato in agopuntura a Pechino e membro del British Acupuncture Council.

Non semplicemente uno strumento di cura, ma una vera e propria filosofia di vita: l'agopuntura ha origini antichissime e affonda le sue radici nell'universo culturale della medicina tradizionale cinese (MTC).
Una disciplina medica che da noi è considerata "alternativa", mentre in molti Paesi rappresenta una scelta terapeutica posta sullo stesso piano dei farmaci e della medicina occidentale.
Dal punto di vista pratico consiste nell'infissione di aghi sottilissimi in alcuni punti del corpo codificati e riportati nelle tavole dei meridiani: in questo modo si va a modificare lo scorrere del "qi" riportando l'equilibrio nell'organismo.
Ma quali sarebbero i vantaggi per il paziente se si riuscissero ad integrare l'approccio a noi più familiare e quello della MTC?
Ne abbiamo parlato con il dottor Carlo Barbieri, medico chirurgo vicentino che per specializzarsi, nel 1986, ha scelto l'Università di Pechino e l'Accademia di Medicina Tradizionale di Harbin, tornando poi a praticare in Italia.

 

Dottore, le pongo una domanda che faccio a tutti i medici occidentali che hanno scelto un approccio "non convenzionale": come mai?

"Direi prima di tutto perché mi incuriosiva avere un approccio più completo alla persona, che non fosse limitato all'esame di laboratorio e al farmaco.
Qui l'agopuntura è conosciuta per l'azione antalgica, mentre in realtà è una medicina completa, con cui è possibile affrontare tutte le patologie. 
Alla base c'è un mondo fondato su un concetto culturale completamente diverso dal nostro: noi ragioniamo per causa-effetto, loro in modo analogico.
Hanno grande rispetto per la medicina e la cura del corpo e della salute, e considerano saggio chi vive a lungo. 
Stare bene è segno di equilibrio, per cui è nel loro patrimonio culturale sapere cosa mangiare, come coprirsi e perfino cosa pensare:  per noi occidentali è tutta biochimica, per loro è energia che si trasforma in benessere".

Come è uscito dalla sua esperienza in Cina?
"Turbato: qui la MTC è elitaria, alternativa, lì invece è popolare ed applicata anche in combinazione con i farmaci occidentali. L'approccio è molto più aperto, sia nella formazione sia nella cura. Studenti e pazienti possono scegliere tra una medicina o l'altra e gli specialisti in MTC seguono un percorso più lungo rispetto ai colleghi che scelgono la medicina occidentale".

La visita di un agopuntore è diversa da quella di un medico tradizionale, ce la spiega?
"Io normalmente prima faccio una diagnosi secondo la medicina occidentale, perché i pazienti arrivano documentati e con una storia, dopodiché elaboro la diagnosi dal punto di vista della MTC, con ispezioni ed osservazioni di lingua e polsi
e un colloquio con il paziente per avere un quadro energetico della persona".

Cos'è il quadro energetico? 
"I segnali che io colgo dall'analisi di polsi e lingua li codifico secondo il linguaggio binario di ying e yang. Il sistema, nonostante i preconcetti, è tutt'altro che mistico, anzi, è molto pragmatico e costituisce l'origine del codice binario (0-1).
È la base dell'informatica, ed è stato sviluppato dal filosofo e matematico tedesco Leibniz, su suggerimento dei missionari gesuiti in Cina.
Io cerco di mettere insieme le due cose: seguire e interpretare le patologie sia attraverso la formazione medica occidentale sia attraverso quella orientale, riuscendo a curare con gli aghi, senza farmaci".

Qual è il suo obiettivo?
"Talvolta curare, talvolta, nel caso di patologie gravi come il cancro, ridurre importanti effetti collaterali delle cure chemioterapiche.

Ciò che cerco sempre di fare è di fornire al paziente delle indicazioni che lo aiutino ad affrontare con maggior consapevolezza i disturbi che lo affliggono.
Pensi che, nella tradizione cinese, i medici di corte erano responsabili della salute dell'imperatore, se si ammalava potevano addirittura essere giustiziati"! 

Torniamo alla seduta di agopuntura. Dopo la diagnosi, cosa succede?
"In base al quadro anamnestico riesco a farmi un'idea anche delle patologie di cui potrà soffrire il paziente.

Per la MTC psiche e soma non sono separati, per cui ogni caratteristica psicologica si riverbera anche sul fisico.
In base ad un processo deduttivo, scelgo i punti da trattare e metto aghi d'acciaio filiforme, elastici, che stimolo (dispersione o tonificazione) a seconda dell'effetto che desidero ottenere.
Entrano in profondità e vengono lasciati per 10-20 minuti". 

Quali sono le patologie che le capita più spesso di curare con l'agopuntura?
"Insonnia, stress, sciatiche, lombalgie, ernie, ma anche disturbi legati al ciclo mestruale, in preparazione o post FIVET, per gastriti, artrosi e qualsiasi patologia con dolore,  cervicalgie, spina calcaneare, prostatiti, colon irritabile.

Esiste anche l'aculifting, ossia l'agopuntura estetica (distende la pelle, stimola la formazione di fibroplasti).
Queste sono le richieste, in realtà dal punto di vista teorico si può fare molto altro, legato soprattutto alla prevenzione.
Quando la malattia è ad uno stadio avanzato, cronico, è molto difficile: maggiore è la terapia farmacologica minore la capacità del corpo di reagire, e l'agopuntura stimola la capacità del corpo di reagire".

Per la medicina cinese quindi la prevenzione è fondamentale...
"Avere un approccio che utilizzi la medicina cinese, dà la possibilità di fornire dati estremamente raffinati anche sull'aspetto "psicosomatico" molto utile nella prevenzione delle malattie". 

E per chi ha paura degli aghi? 
"Ho pazienti che hanno paura degli aghi: va detto che l'infissione di un ago non ha nulla a che vedere con un'iniezione, e gli aghi non rappresentano un reale fastidio. Mi è capitato di metterli nei bambini, e nemmeno se ne accorgono".

Esistono controindicazioni o effetti collaterali?
"Se il medico sa quello che fa, non esistono controindicazioni".

Come cambierebbe la nostra medicina se l'agopuntura fosse praticata al pari delle altre specialità occidentali, all'interno e all'esterno delle strutture sanitarie?
"Sarebbe molto interessante: si userebbero meno farmaci.
Si entrerebbe in una dimensione diversa, in cui la persona vive in primo piano la dimensione dello stare bene e dello stare male.
Un esempio? Se una persona si rende conto di  quanto può essere intossicata bevendo due bicchieri di vino in più, allora abbiamo fatto vera prevenzione, ottenendo la consapevolezza, di come si mangia,  come si respira, come ci si muove, cosa si fa". 

Con un conseguente risparmio?
"Certo. Attrezzatura ne serve pochissima, farmaci non ne servono.
Sono sufficienti degli aghi sterili e del disinfettante".

E' adatta per tutti?
"Sì: anche bambini, persone con handicap. La mia più grande soddisfazione l'ho avuta curando una bambina disabile, che soffriva di insonnia ed è tornata a dormire.
Con lei non potevo pensare ad un effetto placebo. 
Pensi che usano l'agopuntura anche per gli animali, in particolare per i cavalli da corsa. Può essere effetto placebo su un animale"? 

Che rapporto ha con i Medici di Medicina Generale?
"Molti mi inviano i loro pazienti, altri vengono in prima persona a farsi curare.
Direi che nel mondo medico c'è una sana diffidenza nei confronti dell'agopuntura, e dico sana perché per fidarsi devono essere sicuri della qualità del terapeuta.
D'altronde sarebbe assurdo negare una medicina che ha una storia millenaria e con la quale si curano milioni di persone nel mondo"!

 

InFormaSalute n.34/2013
InFormaSalute n.34/2013
Chiara Bonan

 

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