Punta sul vivo

Articolo pubblicato su how to spend it nel novembre 2015

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Lo confesso.
Ho sempre avuto il terrore degli aghi tanto che, da piccola, ogni puntura era una tragedia.
Con l'età, la situazione è migliorata per forza, ma il timore non è mai scomparso del tutto e a chi mi decantava i miracolosi effetti dell'agopuntura, la mia risposta è sempre stata: no grazie.
Peccato, perché questa pratica, che in Cina veniva già utilizzata 50000 anni fa, mi ha sempre affascinato, ma non ho mai superato lo scoglio infantile: siamo sicuri che sia indolore ?
Con queste premesse, è ovvio che la proposta di "how to spend it" di provare l'Aculifting, un trattamento anti-age che si basa sulla agopuntura, mi abbia spiazzato: timore e curiosità in parti uguali.
La tentazione di verificare se davvero la tecnica funziona e rende la pelle più giovane, in modo del tutto naturale, alla fine ha prevalso.
E non nascondo che l'idea di passare una giornata in una delle più esclusive beauty farm di tutta Europa, il Lefay Resort di Gargnano, sul lago di Garda, ha contribuito a convincermi.
Ho quindi accettato con un entusiasmo quasi autentico: si trattava di affrontare "solo" un esercito di innocui aghi.
Eccomi dunque nello studio del centro benessere, ad ascoltare il dottor Carlo Barbieri: "Secondo la medicina cinese, il nostro corpo e percorso dei meridiani, linee lungo cui scorre l'energia vitale. L'agopuntura agisce su punti precisi, per ripristinare l'equilibrio energetico. Lo stesso principio e sfruttato nell'Aculifting, un metodo dolce e non invasivo, che utilizza questi principi per combattere l'invecchiamento del viso. Gli aghi, inseriti per 25-30 minuti, stimolano le cellule del derma, che promuovono la produzione di collagene e la microcircolazione. Mi guarda e conclude rassicurante: "Già dopo il primo trattamento, il risultato è visibile"
È il momento di iniziare.
Prima di procedere, il dottore mi trova il polso che rivela in modo inequivocabile il mio nervosismo.
Lui sorride: "L'agopuntura ha un effetto calmante: vedrà che tra pochi minuti si sentirà meglio."
Mi fa stendere sul lettino. Osserva il mio viso e mi spiega che, a seconda della profondità delle rughe e dei cedimenti dell'età, viene deciso il numero degli aghi e i punti giusti per inserirli.
Guardo i miei strumenti di tortura e dubito fortemente che l'effetto relax funzioni anche su di me.
Si comincia... La puntura provoca solo un leggero pizzicore.
Mentre il dottor Barbieri si allontana (già fatto? Oppure tornerà e mi pianterà degli altri aghi ?) rimango immobile sul lettino.
Sono in stato d'allerta e molto concentrata sul corpo, ma a dire il vero non sento il minimo dolore.
L'unica sensazione che avverto è un leggero torpore che mi avvolge lentamente.
Guardo fuori e lo spettacolo degli Ulivi chiedi gridano verso il lago è un invito a lasciarsi andare punto al di là della vetrata che occupa un'intera parete dello studio, un passero vecchietta dentro uno stagno coperto di ninfee.
La mezz'ora dell'Aculifting trascorre velocemente.
Quando vengono rimossi gli aghi, uno a uno, penso che, come sempre, affrontare la paura è il modo migliore per capire che non aveva fondamento.
Ora inizia la seconda parte del trattamento (...)
Il viso mi pare già levigato e più luminoso, come dopo un riposo profondo.
Più che è reduce da un lifting, sembra che sia in quello stato di grazia che, nella vita, due sole cose regalano: l'amore e le vacanze perfette.
Ho la faccia distesa di chi ha cancellato le preoccupazioni e lo stress.
E c'è un effetto collaterale.
La mia idiosincrasia per gli aghi è scomparsa, almeno per ora! Quasi ne approfitto e faccio una seconda applicazione, prima che si ripresenti la paura.
 

how to spend it novembre 2015
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beauty junkie

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