Stress: curalo con la medicina cinese

Articolo pubblicato su Viversaniebelli n.24 del 07/06/2019

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In cinese stress si dice “jinzhang”, in cui jin è lo stesso termine che definisce il polso teso, zhang significa “tirato”: ovvero, la corda è così tesa e tirata che ha perso elasticità e non rimane possibilità di movimento.

Significa che quando le difficoltà superano le capacità di risposta, la corda si tende troppo e rischia di rompersi. 

Specie nelle grandi città, dove la vita è frenetica, lo stress ci accompagna sempre: è il prezzo che paghiamo per avere tutto, tempo, servizi, soldi e una vita piena.
Questa reazione difensiva e adattativa è caratterizzata da una fase di allarme in cui l’organismo si predispone a fare fronte agli eventi.
Entro certi limiti non è un problema, ma se la soglia viene superata ne risente tutto l’organismo.
Infatti, lo stress si accompagna a tante sensazioni negative: frustrazione, rabbia e risentimento.

Secondo la Medicina tradizionale cinese (Mtc), queste emozioni bloccano la circolazione dell’energia e impediscono di vivere la vita in modo sereno e consapevole. 
Lo stress ha ricevuto una definizione scientifica grazie al medico Hans Selye, considerato il padre delle ricerche su questa condizione: “lo stress è la risposta non specifica dell’organismo a ogni richiesta proveniente dall’ambiente”. Secondo Selye, infatti, non si tratta di una condizione negativa in sé, ma che può creare disturbi. 
In seguito, si è sviluppata una concezione più flessibile e allargata, che considera anche la relazione tra sfera psicologica e reazioni endocrine, che concorrono a indurre la risposta dell’organismo.

Il ruolo delle emozioni
Quando attraversiamo un periodo faticoso, siamo sottoposti a una pressione prolungata o viviamo un forte dolore o anche paura, gioia o rabbia, gli organi interni possono subire dei danni.
Nella Medicina tradizionale cinese, infatti, le emozioni sono considerate una delle principali cause di squilibrio e malattia, mentre il loro bilanciamento è una delle chiavi per ritrovare la salute.
Mentre i medici occidentali tendono a sottolineare gli aspetti psicologici dei disturbi psicosomatici, per la Mtc anche il danno agli organi interni è di primaria importanza. 
In particolare, alcuni organi sono collegati alle attività emozionali e alle conseguenze dello stress sull’organismo, ovvero: il fegato alla rabbia; il cuore alla gioia; la milza alla tendenza a rimuginare; i reni alla paura; i polmoni all’ansia.

Il sistema fegato ...
Secondo la Medicina cinese, lo stress causa un ristagno dell’energia del fegato e, di conseguenza, anche le emozioni “circolano” sempre meno.
Infatti, la funzione principale di questo organo è di assicurare che la circolazione dell’energia avvenga in modo facile e scorrevole in tutto il corpo, in tutti gli organi e in ogni direzione.
Ripristinando il flusso corretto dell’energia del fegato, dunque, si possono curare le manifestazioni dello stress, sia a livello fisico sia emotivo.

... e i disturbi collegati.
A livello fisico, lo stress e i problemi al fegato portano a un dolore e a una sensazione di ostruzione a livello del torace, sbadigli (modo spontaneo di risolvere il ristagno di energia), singhiozzo (dovuto a ristagno di energia a livello del diaframma).
Possono comparire disturbi digestivi vari: nausea, vomito, inappetenza, rigurgiti acidi, eruttazioni e bruciore epigastrico, distensione addominale, borborigmi (rumori intestinali), diarrea. 
Nelle donne possono comparire varie alterazioni del ciclo mestruale, nell’uomo possono manifestarsi riduzione della libido e infertilità, disturbi del sonno.

Ne risente tutto l'organismo
Oltre alla rigidità emotiva e ai disturbi legati a un cattivo funzionamento del fegato e dei suoi flussi di energia, lo stress e l’ansia possono creare una forte tensione muscolare che, di conseguenza, può generare la comparsa di sintomi come rigidità cervicale, dolore a livello lombo-sacrale, disturbi del tratto gastroenterico (colon irritabile, irregolarità dell’alvo con fenomeni di stitichezza e/o diarrea) o disturbi a livello ginecologico, insonnia e palpitazioni

Gli aghi per ristabilire l’equilibrio
La Mtc cura lo stress ripristinando la circolazione dell’energia e disperdendo il ristagno causato dai problemi al fegato, grazie all’opera di medici esperti nell’agopuntura.
La tecnica consiste nell’infissione e la successiva stimolazione con aghi sottili di punti precisi del corpo: in questo modo, il medico interviene direttamente sull’organismo per ripristinare il corretto equilibrio delle funzioni biologiche.
Ciascun punto di agopuntura ha un nome specifico e appartiene a un meridiano o canale attraverso il quale passa un flusso di energia.
Per stabilire su quali punti agire serve un’accurata diagnosi, alla quale si giunge attraverso l’anamnesi (storia medica della persona) e l’esame clinico secondo la Mtc, integrata con la diagnostica occidentale, con l’obiettivo finale di ottenere il massimo beneficio da questa medicina complementare che agisce sui meccanismi omeostatici.

Lo stile di vita deve cambiare
I risultati si avvertono molto rapidamente, grazie al ripristino della circolazione dell’energia, ma tendono a essere poco duraturi se la persona non impara, attraverso un corretto stile di vita, a prendersi cura del proprio stato emozionale, ad acquisire consapevolezza e forza emotiva per debellare lo stress e vivere meglio 

I benefici si notano subito
Anche se l’agopuntura non può eliminare i fattori stressanti alla fonte, può aiutare  l’organismo a ritrovare l’equilibrio smarrito.
Dopo una seduta di agopuntura ci si sente più sereni e più rilassati, più forti, con una piacevole sensazione di calma e vitalità. 
In media, sono sufficienti 4-6 sedute,  con cadenza settimanale per ritrovare l’equilibrio, vedere migliorare il proprio stato psicofisico e avviarsi verso un periodo di benessere, serenità e vigore. 

Servizio di Luce Ranucci.
Con la consulenza del dottor Carlo Barbieri,
medico chirurgo, agopuntore e specialista in Medicina
tradizionale cinese a Milano e a Vicenza

 

 


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